La fascite plantare è una delle cause tipiche della tallonite ed è data dall’infiammazione del legamento arcuato che attraversa la parte inferiore del piede e collega il tallone con la base delle dita dei piedi.
È una zona molto sollecitata perché lavora sulla trasmissione del peso corporeo al piede mentre si cammina e si corre. Per questo è spesso riscontrata dagli sportivi, che sollecitano pesantemente questo legamento. Ma può interessare anche persone in sovrappeso, donne in gravidanza o chi usa delle scarpe inadeguate al proprio piede, magari troppo strette.
Il sintomo tipico della fascite plantare? Dolore, soprattutto da fermi. La tallonite da fascite plantare genera tipicamente dolore al risveglio, con forte fastidio quando si compiono i primi passi appena scesi dal letto. Il dolore si riduce deambulando. Lo stesso succede quando ci si alza in piedi dopo un periodo trascorso seduti.
In una tale situazione è necessario rivolgersi ad uno specialista. Il fisiatra ha il compito di inquadrare la patologia e individuare cause o fattori scatenanti, per rivedere insieme al paziente lo stile di vita.
In alcuni casi, ad esempio, può rendersi necessario utilizzare un ortesi plantare, per favorire l’appoggio adeguato del piede al suolo, prevenendo infiammazioni.
Sono tante le possibilità terapeutiche da considerare per ritrovare benessere: eseguire, ad esempio, la terapia a onde d’urto o la terapia infiltrativa è utile solo se associate a della fisioterapia atta a riequilibrare la muscolatura e migliorare l’elasticità dei tessuti, per questo la collaborazione tra medico e paziente è fondamentale.